Modifica dell'assegno in caso di eredità
Di norma il mutamento più significativo delle condizioni economiche di un ex coniuge avviene con la perdita, l’ottenimento o la modifica della propria posizione lavorativa.
Ma che cosa accade nel momento in cui dopo il divorzio uno dei due ex coniugi riceve in eredità un patrimonio significativo?
La Corte di Cassazione con la Sentenza 19875/2025 pubblicata il 28 marzo 2025 ha stabilito che se l’ex coniuge riceve in eredità un patrimonio consistente, è fondamentale analizzare tutti i documenti bancari ed esaminare tutte le visure catastali sui beni immobili ereditati, per valutare la possibilità di ridurre l’assegno divorzile.
Nel caso di specie la ex moglie aveva ereditato da una zia la somma complessiva di euro 1 milione di euro, oltre a svariati immobili.
Il marito obbligato dalla sentenza di divorzio a versare un assegno di mantenimento alla moglie, ha chiesto la revisione dell’assegno divorzile, presentando come prove tutta la documentazione ottenuta dall’Agenzia delle Entrate ed attestante tutto il patrimonio ereditato dalla ex moglie.
La Corte di Cassazione ha ritenuto la documentazione prodotta dal marito decisiva per il giudizio, stabilendo che il patrimonio ereditato dalla donna avesse una rilevanza fondamentale ai fini della riduzione dell’assegno di mantenimento.
Con questa recente pronuncia la Corte ha cristallizzato il principio per cui la ricezione dell’eredità da parte dell’ex coniuge rappresenta un fatto nuovo che deve essere sempre valutato al fine della revisione dell’assegno divorzile.
Come si può evincere dal commento della sentenza in oggetto l’analisi patrimoniale del coniuge e il rilievo di eventuali fatti nuovi sono fondamentali per revisionare un assegno di mantenimento. Per questo motivo è fondamentale una assistenza legale specializzata con il patrocinio di un avvocato divorzista.