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La tutela dell’immagine dei minori nell’era digitale: il ruolo del consenso

Secondo l’orientamento consolidato della Suprema Corte, la pubblicazione di fotografie di un minore sui social network richiede il consenso di entrambi i genitori, qualora esercitino congiuntamente la responsabilità genitoriale. In mancanza di tale consenso, la diffusione dell’immagine è considerata illegittima e può comportare conseguenze giuridiche rilevanti, tra cui il diritto al risarcimento del danno.

Ciò che emerge con chiarezza dalle pronunce più recenti è che il danno non dipende necessariamente da un intento lucrativo o offensivo, ma deriva dalla lesione del diritto del minore alla propria immagine e alla propria identità digitale. La pubblicazione non autorizzata, infatti, espone il minore a una diffusione potenzialmente incontrollabile delle proprie immagini, con effetti che possono protrarsi nel tempo e risultare difficilmente reversibili.

 

La Cassazione ha inoltre sottolineato come il contesto digitale amplifichi i rischi, rendendo necessario adottare un approccio particolarmente prudente. Il minore, infatti, è considerato un soggetto vulnerabile, meritevole di una tutela rafforzata, e ciò giustifica l’adozione di criteri più rigorosi rispetto a quelli applicabili agli adulti.

 

In questo quadro, il consenso dei genitori non rappresenta una mera formalità, ma costituisce un presupposto essenziale per la legittimità della pubblicazione. La giurisprudenza, quindi, si orienta verso una protezione preventiva, volta a evitare che il danno si produca, piuttosto che a intervenire successivamente per ripararlo.

Per un argomento così delicato è sempre preventivamente consigliabile interpellare un avvocato specializzato in diritto matrimoniale.