Skip to main content

News

ASSEGNO DIVORZILE E CONTROLLI FISCALI: QUANDO IL GIUDICE PUO’ VERIFICARE REDDITI REALI

Il caso riguardava un ex marito condannato a corrispondere un assegno divorzile di 800 euro mensili, il quale contestava la decisione sostenendo che non vi fosse alcuno squilibrio economico rispetto all'ex moglie. Secondo la sua ricostruzione, infatti, la donna, pur dichiarando redditi modesti, disponeva in realtà di un patrimonio ben più consistente, costituito da immobili, investimenti e ulteriori cespiti acquisiti anche dopo la separazione.

A sostegno delle proprie affermazioni, l'uomo aveva inoltre prodotto una relazione investigativa, dalla quale emergeva uno stile di vita particolarmente elevato, caratterizzato da frequenti viaggi, attività ricreative e spese non compatibili con i redditi ufficialmente dichiarati.

La Corte di Cassazione ha ricordato che, nei giudizi di separazione e divorzio, le parti sono tenute a un dovere di leale collaborazione processuale, che impone di rappresentare in modo completo e veritiero la propria situazione economica e patrimoniale. Proprio per questo motivo, il giudice può ricorrere agli strumenti di accertamento previsti dalla legge ogniqualvolta vi siano elementi oggettivi che facciano ritenere incompleta o non attendibile la documentazione prodotta.

La Suprema Corte ha tuttavia precisato un aspetto altrettanto importante: le indagini fiscali non rappresentano un passaggio automatico in ogni procedimento. Se nel corso dell'istruttoria il giudice dispone già di elementi sufficienti per ricostruire la reale capacità economica delle parti, ulteriori accertamenti possono essere ritenuti superflui.

Questa decisione conferma che il processo in materia familiare non può fondarsi esclusivamente sulle dichiarazioni fiscali, ma richiede una valutazione complessiva della situazione patrimoniale. Immobili, investimenti, disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie e, più in generale, il tenore di vita effettivamente mantenuto possono costituire elementi decisivi nella determinazione dell'assegno divorzile.

In conclusione, chi richiede o contesta un assegno divorzile deve sapere che il giudice dispone di strumenti efficaci per verificare la reale situazione economica delle parti, soprattutto quando emergano incongruenze tra i redditi dichiarati e il patrimonio o lo stile di vita concretamente mantenuto. Per questo motivo è fondamentale affrontare il giudizio con la massima trasparenza e con l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto di famiglia, capace di raccogliere e valorizzare tutti gli elementi utili a rappresentare correttamente la situazione economica del proprio assistito.